Convenzioni servizi ai Comuni

Tares

STRUMENTI E SERVIZI PER L’APPLICAZIONE DELLA

TARES (d.l. n. 201/2011)

 

Secondo la legge n. 214 del 22/12/2011 (decreto Salva Italia) a partire dal 1/1/2013 tutta la normativa vigente relativa alla gestione dei rifiuti solidi urbani (TARSU, TIA1, TIA2) viene sostituita dal nuovo Tributo comunale sui Rifiuti e sui Servizi (TARES)

Tale tributo conserva i presupposti impositivi tipici di una tassa ma prevede anche il vincolo di totale copertura dei costi di gestione del servizio dei rifiuti urbani ed assimilati tipici di una Tariffa. E’ prevista, inoltre una addizionale relativa ai servizi indivisibili del Comune.

 L’applicazione di tale tributo, benché condizionata all’approvazione di uno specifico Regolamento Ministeriale deve comunque avvenire a partire dal 1 gennaio 2013, come già chiarito dal MEF, con possibilità di applicare il precedente regime per le prime rate, con successivo conguaglio nella rata finale (d.l. n. 35 del 8 aprile 2013).

             Nell’anno di imposta 2013 dovrà quindi, essere applicata la TARES, “La nuova Tariffa dovrà essere commisurata alle quantità e qualità medie ordinarie dei rifiuti prodotti dalle diverse unità di superficie, in relazione agli usi ed alle diverse tipologie di Attività che vi si esercitano” (come del resto già previsto dalla Tariffa di cui al d.P.R. n. 158/1999).

 In dettaglio, pertanto, la TARES dovrà prevedere:

 

  1. che il calcolo tariffario avvenga, per le utenze domestiche, anche tenendo conto del numero dei componenti del nucleo familiare;
  2. che vengano applicati appositi coefficienti di produttività dei rifiuti per le utenze commerciali;
  3. che venga assicurata la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio sulla base di un Piano Finanziario del servizio di gestione dei rifiuti redatto dal soggetto gestore del servizio;
  4. che la superficie imponibile sia pari all’80% della superficie catastale alla quale dovrà essere applicata poi una maggiorazione di € 0,30/mq (elevabile fino a € 0,40 a discrezione dell’Ente) a copertura dei costi relativi ai “Servizi Indivisibili” dell’Ente.

 Al fine della applicazione della TARES, l’A.S.F.E.L. propone ai propri Associati un insieme di strumenti operativi e servizi a supporto degli Enti Locali:

 

1. Redazione del Regolamento di applicazione della TARES

Il Servizio consiste nell’invio di apposite schede all’Ente necessarie alla raccolta delle informazioni da utilizzare per la redazione del regolamento di applicazione, secondo la podestà regolamentare comunale, articolato nei seguenti punti:

    • Riferimenti normativi ed istituzione della Tares;
    • Articolazione della Tares; (parte rifiuti e parte servizi indivisibili)
    • Soggetti attivi e passivi;
    • Modalità di applicazione ed importi;
    • Riduzione ed agevolazioni tariffarie;
    • Disciplina per l’applicazione, accertamenti, sanzioni e contenzioso.

 

2. Redazione del Piano Finanziario

Il servizio prestato da A.S.F.E.L. consiste nella:

  • Raccolta dei dati economici relativi al servizio di gestione dei rifiuti attraverso schede appositamente predisposte.
  • Elaborazione dei dati di cui al precedente punto, redazione del Piano Finanziario e della relazione di accompagnamento evidenziando:
    • Il programma degli interventi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e delle risorse finanziarie necessarie;
    • Il piano finanziario degli investimenti;
    • Il modello gestionale ed organizzativo;
    • Il sistema adottato per la raccolta e lo smaltimento;
    • Eventuali scostamenti rispetto l’anno precedente;
    • Elaborazione dei prospetti economico/finanziari.

 

3. Servizio di Confronto Ruoli rifiuti-Catasto

La l. n. 311/2004 ha introdotto, al comma 340 dell’art.1, l’obbligatorietà da parte dei Comuni di garantire che la superficie immobiliare iscritta a ruolo ed a cui è commisurata la Tassa sui rifiuti solidi urbani, non deve essere inferiore all’80 per cento di quella catastale, così come definita nel d.P.R. n. 138 del 1998. Tale obbligo è confermato dalla l. n. 214/2011 ed è elemento fondamentale per l’imposizione della nuova Tares. I parametri di riferimento per il calcolo delle superfici catastali sono prescritti dal d.P.R. n. 138/1998 e i criteri di scambio dati con l’Agenzia del Territorio sono fissati dalla circolare 13/2005 dell’Agenzia stessa.

 Il servizio consiste nella verifica e nel controllo incrociato dei dati iscritti a ruolo RSU con quelli catastali e nella conseguente fornitura di una Relazione contenente i risultati dell’analisi svolta e delle comunicazioni che dovranno essere inviate ai contribuenti attraverso le seguenti attività:

 

  1. Invio al Comune, da parte di A.S.F.E.L., di un software per la raccolta automatica dei dati catastali, del ruolo RSU e della toponomastica comunale (l’importazione dati avverrà automaticamente dai file, con tracciati ministeriali, del catasto e del Ruolo RSU).
  2. Individuazione ed elaborazione di un elenco delle superfici iscritte a ruolo da rettificare e dei relativi contribuenti (in quanto inferiori all’80% della superficie catastale), laddove è possibile confrontare i dati.
  3. Invio alla sede comunale di tutte le comunicazioni da consegnare ai contribuenti individuati al punto 2 in formato elettronico. Con tale comunicazione si informerà il contribuente dell’incremento della superficie a ruolo RSU avvenuto a seguito della novità introdotta dalla Norma.
  4. Individuazione ed elaborazione di un elenco dei contribuenti, iscritti a ruolo, per i quali mancano in catasto le superfici.
  5. Invio alla sede comunale di tutte le comunicazioni da consegnare ai contribuenti individuati al punto 4 in formato elettronico. Con tale comunicazione, si invitano i predetti soggetti a regolarizzare la situazione catastale.
  6. Individuazione ed elaborazione di un elenco di tutti i soggetti iscritti a ruolo e a catasto, per i quali non è possibile confrontare le informazioni.
  7. Invio alla sede comunale di questionari da consegnare ai contribuenti individuati al punto 6 in formato elettronico. Con tale questionario, l’Ente locale avrà la possibilità di raccogliere tutte le informazioni necessarie per effettuare il controllo.
  8. Consegna al Comune di elaborati di sintesi in formato elettronico contenenti tra l’altro anche le maggiori superfici rilevate in seguito al controllo effettuato.

 

4. Servizio di Determinazione degli importi parte della Tares

La nuova tariffa dovrà essere commisurata alle quantità e qualità medie ordinarie dei rifiuti prodotti dalle diverse unità di superficie, in relazione agli usi ed alle diverse tipologie di attività che vi si esercitano (come del resto già previsto dalla tariffa di cui al d.P.R. n. 158/1999).

 Diventa fondamentale, quindi, per gli Enti Locali, soprattutto quelli per i quali è ancora vigente il regime Tarsu, agire tempestivamente al fine di valutare le diverse novità gestionali introdotte e gli effetti economici che le nuove tariffe potranno avere sui cittadini) sia utenze domestiche che non domestiche).

Il servizio offerto è finalizzato a supportare l’Ente nel difficile passaggio dalla Tassa alla Tares ed è articolato nelle seguenti attività:

 1-      Redazione del REGOLAMENTO TARES come descritto al punto 1;

2-      Redazione del PIANO FINANZIARIO come precedentemente descritto al punto 2;

3-      Confronto Catasto-Rsu come precedentemente descritto al punto 3;

4-      Determinazione della tariffa con le seguenti modalità:

 

  • Raccolta dei dati di ruolo completi del numero dei componenti, per le utenze domestiche e delle categorie di utenza per le utenze non domestiche
  • Elaborazione e calcolo degli importi Tares mediante l’utilizzo dei coefficienti (minimi, medi e massimi);
  • Formulazione di 3 ipotesi tariffarie sulla base delle quali l’Ente potrà effettuare la scelta ritenuta più opportuna.
  • Redazione di apposita Relazione esplicativa corredata dai dati di sintesi da sottoporre alla Giunta e al Consiglio Comunale.

 

 

COSTI DEL SERVIZIO

 

Il costo del Servizio comprende:

- Regolamento Tares

- Piano Finanziario

- Confronto Catasto-Rsu

- Determinazione della Tares

- Supporto normativo

 Il costo per i servizi verrà determinato in relazione all’attività progettuale svolta dall’Associazione e sarà in grado di garantire, agli Associati, un risparmio fino al 25 per cento rispetto ai prezzi di mercato.

 

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Inventario

La normativa vigente impone la redazione e l’aggiornamento annuale dell’inventario dei beni mobili ed immobili dell’ente.

 Si tratta di uno strumento di particolare importanza per gli enti locali in quanto consente di conoscere l’effettiva consistenza del patrimonio e permette una corretta tenuta della contabilità economico-patrimoniale.

La regolare tenuta dell’inventario e il suo aggiornamento, è peraltro costantemente monitorato dalla Corte dei Conti tramite i questionari sui documenti contabili degli enti trasmessi dagli Organi di revisione contabile.

A tal proposito A.S.F.E.L. – Associazione Servizi Finanziari Enti Locali – propone, ai propri associati, un servizio rivolto alla corretta tenuta dell’inventario generale e personalizzato a seconda delle esigenze dell’Ente.

Il patrimonio, secondo una generale accezione, è costituito dal complesso dei rapporti attivi e passivi facenti capo ad un determinato soggetto o organismo.

Il patrimonio degli enti locali non fa eccezione: in base al disposto dell’art. 230 comma 2 del TUEL – “Lo stesso è costituito dal complesso dei beni e dei rapporti giuridici, attivi e passivi, di pertinenza di ciascun Ente, suscettibili di valutazione ed attraverso la cui rappresentazione contabile ed il relativo risultato finale differenziale è determinata la consistenza netta della dotazione patrimoniale”.

La gestione patrimoniale dell’Ente locale è evidenziata dal Conto del Patrimonio il quale, ai sensi del primo comma dell’articolo sopra citato, “riassume la consistenza del patrimonio al termine dell’esercizio”, raffrontando lo Stato Patrimoniale all’inizio dell’esercizio finanziario con quello risultante al termine dello stesso, evidenziando le variazioni positive e/o negative determinatesi nella gestione; il Conto del Patrimonio viene redatto alla fine di ogni esercizio finanziario sul modello approvato con d.P.R. n. 194 del 31/01/1996.

Al fine di determinare in maniera rigorosa il patrimonio dell’Ente locale e con l’obiettivo di consentire una corretta gestione dello stesso, proponiamo un servizio completo, costituito dalle seguenti fasi:

 

  1. Inventario del Patrimonio Immobiliare;
  2. Inventario del Patrimonio Mobiliare;
  3. Caricamento di tutti i beni inventariati su di un file;
  4. Redazione e stampa di tutti i modelli patrimoniali previsti dalla normativa vigente;
  5. Predisposizione di una Relazione, contenente le indicazioni ritenute necessarie ad una corretta regolamentazione giuridica del patrimonio dell’Ente.

 

              Le operazioni:

 

  1. REPERIMENTO DOCUMENTAZIONE
  2. DESCRIZIONE
  3. CLASSIFICAZIONE
  4. VALUTAZIONE
  5. INSERIMENTO DEI DATI IN APPOSITI FILE

    1. Reperimento documentazione

Tale fase consiste nella raccolta dei dati necessari per la stesura del piano di lavoro dei beni immobili. Gli elementi saranno desunti da una eventuale ricognizione sul territorio, presso gli edifici dell’Ente e dallo studio della documentazione messa a disposizione dall’Amministrazione.

 I dati e gli elementi così raccolti permetteranno l’identificazione e la successiva valutazione dei fabbricati, dei terreni e di quant’altro di proprietà dell’Ente.

 

     2. Descrizione

L’elaborazione dei dati raccolti al precedente punto da luogo ad un elenco completo dei dati quantitativi, qualitativi e qualificativi d’ogni bene immobile.

 

Con essa saranno individuate:

  • Denominazione dell’immobile;
  • Ubicazione;
  • Caratteristiche tecniche e stato di conservazione;
  • Estremi catastali;
  • Titoli, atti ed eventuale altra documentazione d’ogni immobile recuperata presso il Comune.

      3. Classificazione

L’operazione è volta a classificare i beni per tipologie raggruppandoli per categorie omogenee espresse nel modello ufficiale del Conto Patrimoniale – Immobilizzazioni materiali parte attiva – TUEL.

 

      4. Valutazione

È la fase d’attribuzione del valore monetario ai singoli cespiti costituenti il patrimonio immobiliare dell’Ente. La valutazione avviene con riferimento ai criteri e principi fissati dal TUEL.

 5Inserimento dei dati su appositi file

Al termine delle operazioni e previo controllo della completezza e correttezza dei dati raccolti si procederà all’inserimento degli stessi su file di tipo word o excel. Tali file possono essere utilizzati per il caricamento nelle procedure in possesso del Cliente.

 

          Le operazioni:

 

  1. REPERIMENTO DOCUMENTAZIONE
  2. RILEVAZIONE ed ETICHETTATURA
  3. CARICAMENTO e CLASSIFICAZIONE DATI
  4. VALUTAZIONE DEL PATRIMONIO

    1. Reperimento documentazione.

Tale fase consiste nella raccolta dei dati necessari per la stesura del piano di lavoro dei beni mobili. L’analisi della documentazione, messa a disposizione dall’Amministrazione e dalle sue indicazioni, permetterà l’identificazione dei plessi presso cui operare per la rilevazione dei beni mobili e la successiva valutazione degli stessi.

 

      2. Rilevazione ed etichettatura

È la fase d’identificazione dei beni costituenti il Patrimonio mobiliare dell’Ente.

 In tale fase personale esperto procederà alla rilevazione con contestuale etichettatura dei beni mobili di proprietà dell’Ente. La rilevazione avverrà con metodologia collaudata in modo da fornire la massima affidabilità e completezza.

 I beni saranno identificati mediante:

 

  • L’ubicazione al momento della rilevazione;
  • La descrizione sintetica;
  • L’attribuzione di un numero progressivo d’inserimento coincidente con l’etichetta autoadesiva che sarà applicata sul bene;

 L’attribuzione dello stato di conservazione effettivo in cui si trova il bene al momento della rilevazione.

 

 3. Caricamento e classificazione dati

In questa fase avviene il caricamento su file di tutti i dati identificativi dei beni costituenti il Patrimonio mobiliare dell’Ente.

 La fase di caricamento permetterà di:

 

  • Classificare i beni per tipologia;
  • Raggruppare per categorie omogenee tutti i beni mobili;
  • Assegnare eventuali:

-        Centro di costo;

-        Funzione / Servizio;

-        Consegnatari;

-        Dati anagrafici dei fornitori dei beni valutati con fattura;

 

            In fase di aggiornamento dell’inventario il software permetterà inoltre di registrare eventuali:

-        Dismissioni;

-        Movimentazioni;

-        Verbali di carico e scarico.

 

   4. Valutazione del patrimonio

La valutazione del patrimonio mobiliare dell’Ente avviene con riferimento ai principi e ai criteri fissati dal TUEL.

 INVENTARIO DEI BENI IMMOBILI D’USO PUBBLICO PER NATURA (mod. A): consistente in uno stato descrittivo che permette l’esatta identificazione del bene e la valutazione secondo il TUEL;

 INVENTARIO DEI BENI IMMOBILI D’USO PUBBLICO PER DESTINAZIONE (mod.B): riguarda tutti i beni immobili facenti parte del patrimonio indisponibile. Per ciascun bene verrà eseguita una dettagliata descrizione indicando, se è possibile, il valore originario e dando ad esso il valore secondo il TUEL;

 INVENTARIO DEI BENI IMMOBILI PATRIMONIALI DISPONIBILI (mod. C): consistente in uno stato descrittivo e valutativo di tutti i beni immobili non soggetti al regime di demanio pubblico e non facenti parte del patrimonio indisponibile, valutati secondo il TUEL;

 INVENTARIO DEI BENI MOBILI D’USO PUBBLICO (mod. D): contiene la descrizione ed il valore dei beni mobili di uso pubblico per natura raggruppati per categoria e gruppi omogenei. Per ciascun bene risulterà il prezzo originario d’acquisto qualora possa essere desunto da certificazione certa, il valore attuale, stimato sulla base dello stato di conservazione, lo stato di conservazione e l’ufficio d’appartenenza, il magazzeno e lo stabile presso il quale si trova. Inoltre, lo stesso verrà identificato nel verbale di consegna;

 INVENTARIO DEI BENI MOBILI PATRIMONIALE DISPONIBILI (mod. E): contiene la descrizione ed il valore dei beni mobili patrimoniali disponibili raggruppati per categoria e gruppi omogenei. Per ciascun bene risulterà il prezzo originario d’acquisto qualora possa essere desunto da certificazione certa, il valore attuale, stimato sulla base dello stato di conservazione, lo stato di conservazione e l’ufficio d’appartenenza, il magazzeno e lo stabile presso il quale si trova. Inoltre, lo stesso verrà identificato nel verbale di consegna;

 INVENTARIO DEI CREDITI (mod. F.): contiene l’elenco dei crediti dell’ente sia di tipo chirografario che garantito compreso quelli rateizzati e con relativi interessi se dovuti;

 INVENTARIO DEI DEBITI, ONERI ED ALTRE PASSIVITA’ (mod. G.): contiene l’elenco dei debiti, oneri ed altre passività dell’ente a breve, medio e lungo termine;

 INVENTARIO DI TUTTI I TITOLI ED ATTI CHE SI RIFERISCONO AL PATRIMONIO ATTIVO E PASSIVO ED ALL’AMMINISTRAZIONE DI ESSO (mod. H.): contiene l’elenco di tutti i titoli ed atti, ecc.;

 INVENTARIO DELLE COSE DI TERZI AVUTE IN DEPOSITO ED OGGETTI RITROVATI (mod. I.): contiene l’elenco delle cose di terzi avute in deposito, ecc.;

 RIASSUNTO GENERALE DEGLI INVENTARI (mod. L.): contiene l’elenco del riassunto generale degli inventari.

 PREDISPOSIZIONE DI UNA RELAZIONE APPOSITA, contenente le indicazioni ritenute necessarie ad una corretta regolamentazione giuridica del patrimonio dell’Ente.

 

Il costo relativo al servizio d’inventario è determinato sulla base dell’analisi progettuale e agli associati A.S.F.E.L. è garantita una scontistica fino al 25% rispetto ai prezzi di mercato.

 

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